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title: "Il metodo del percorso critico, spiegato con un esempio"
description: "Che cos’è il percorso critico, come calcolarlo in avanti e all’indietro, margine totale e margine libero, un esempio pratico e come usarlo per gestire i ritardi."
url: https://planitude.app/it/blog/critical-path-method-guide
language: it
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# Il metodo del percorso critico, spiegato con un esempio

Come funzionano il calcolo in avanti e all’indietro, come leggere il margine totale e il margine libero, che cosa dice il percorso critico di un ritardo e dove il metodo non basta più.

di Team Planitude · Pubblicato il 14 ottobre 2026

Ogni progetto ha più attività di quante se ne possano seguire da vicino. Il **metodo del percorso critico** (CPM, critical path method) risponde a una domanda semplice: quali decidono davvero la data di fine? Se una di quelle attività slitta di un giorno, il progetto finisce un giorno dopo. Se slitta una delle altre, entro certi limiti non cambia nulla.

Il metodo è stato descritto da James E. Kelley e Morgan R. Walker nel 1959[^1] ed è ancora il motore di ogni strumento di pianificazione, da Microsoft Project ai diagrammi di Gantt online più recenti. Sapere come funziona permette di leggere un cronoprogramma con spirito critico, invece di fidarsi di qualunque barra diventi rossa.

> **In breve**
>
> - Il percorso critico è la **catena più lunga di attività dipendenti** dall’inizio alla fine: la sua durata è la durata minima possibile del progetto.
> - Si calcola con un **calcolo in avanti** (date al più presto) e un **calcolo all’indietro** (date al più tardi); la differenza tra le due è il **margine totale** di ogni attività.
> - Le attività con margine totale zero sono critiche: **qualsiasi ritardo su di esse sposta la data di fine**. Quelle con margine possono slittare, ma spesso il margine è condiviso lungo una catena.
> - Il CPM presuppone durate fisse e risorse illimitate: prima di fidarsi di una sola data di fine conviene verificare **carico di lavoro** e **incertezza**.

## Che cos’è il percorso critico

Un cronoprogramma è una rete: attività collegate da dipendenze, ciascuna con una durata. Dall’inizio alla fine del progetto corrono diverse catene di attività. Il **percorso critico** è la catena con la durata complessiva più lunga, quindi quella che fissa la fine più vicina possibile.

“Percorso critico” e “margine totale” (total float) fanno entrambi parte del vocabolario standard del project management[^2] e nascono dallo stesso calcolo. Il margine (detto anche slack o float) è il tempo di cui un’attività può slittare senza ritardare il progetto. Sul percorso critico il margine è zero: quelle attività non hanno alcuno spazio.

Due conseguenze vanno dette chiaramente:

- **Il percorso critico non è l’elenco delle attività importanti.** La firma di un contratto può essere vitale e avere comunque tre settimane di margine. La criticità riguarda il tempo, non il valore.
- **Il percorso critico può cambiare.** Quando un’attività non critica supera il suo margine, o una critica finisce in anticipo, un’altra catena può diventare la più lunga.

## Come funziona il calcolo

Per ogni attività il CPM richiede tre dati: la durata in giorni lavorativi, i predecessori e il tipo di ogni collegamento. Con questi il calcolo procede in due passaggi.

**Calcolo in avanti.** Partendo dall’inizio del progetto, ogni attività riceve un *inizio al più presto* (la più tardiva tra le fini al più presto dei predecessori) e una *fine al più presto* (inizio al più presto più durata). La fine al più presto dell’ultima attività è la durata del progetto.

**Calcolo all’indietro.** Partendo dalla fine, ogni attività riceve una *fine al più tardi* (il più vicino tra gli inizi al più tardi dei successori) e un *inizio al più tardi* (fine al più tardi meno durata). Sono le date più tardive che l’attività può avere senza spostare la fine del progetto.

**Margine.** Il margine totale è l’inizio al più tardi meno l’inizio al più presto. Il margine libero indica di quanto un’attività può slittare prima di ritardare l’inizio al più presto dell’attività *successiva*, e spesso è minore.

Il metodo funziona allo stesso modo con collegamenti inizio-inizio, fine-fine e con ritardo; cambia solo l’aritmetica di ciascun collegamento. La guida alle [dipendenze e al ritardo (lag)](https://planitude.app/it/blog/task-dependencies-fs-ss-ff-sf-lag) mostra come ogni tipo sposta le date.

## Un esempio: il trasloco di un ufficio

Una piccola azienda pianifica il trasferimento in una nuova sede. Sette attività, tutte collegate fine-inizio, con durate in giorni lavorativi:

| Attività | Durata | Predecessori | Date al più presto | Date al più tardi | Margine totale |
| --- | --- | --- | --- | --- | --- |
| A. Definizione dei requisiti | 3 giorni | nessuno | giorni 1–3 | giorni 1–3 | 0 |
| B. Scelta del fornitore di arredi | 5 giorni | A | giorni 4–8 | giorni 4–8 | 0 |
| C. Preparazione degli spazi | 4 giorni | A | giorni 4–7 | giorni 8–11 | 4 |
| D. Ordine e consegna arredi | 6 giorni | B | giorni 9–14 | giorni 9–14 | 0 |
| E. Cablaggio di rete | 3 giorni | C | giorni 8–10 | giorni 12–14 | 4 |
| F. Montaggio arredi | 2 giorni | D, E | giorni 15–16 | giorni 15–16 | 0 |
| G. Trasloco e collaudo | 2 giorni | F | giorni 17–18 | giorni 17–18 | 0 |

**Calcolo in avanti.** A occupa i giorni 1–3. B e C partono entrambe il giorno 4: B finisce il giorno 8, C il giorno 7. D segue B (giorni 9–14), E segue C (giorni 8–10). F aspetta sia D sia E, quindi parte dopo la più tardiva delle due, il giorno 14, e occupa i giorni 15–16. G chiude nei giorni 17–18. **Il progetto dura 18 giorni lavorativi.**

**Calcolo all’indietro.** G deve finire entro il giorno 18, quindi iniziare entro il 17; F entro il 15. I predecessori di F devono finire entro il giorno 14: D ha quindi date al più tardi 9–14, E 12–14. C deve finire prima dell’inizio al più tardi di E, quindi entro il giorno 11, e può iniziare al più tardi il giorno 8. B deve finire prima dell’inizio al più tardi di D, entro il giorno 8.

**Lettura del risultato.** Il percorso critico è **A, B, D, F, G**: 3 + 5 + 6 + 2 + 2 = 18 giorni. Preparazione degli spazi e cablaggio hanno 4 giorni di margine totale ciascuna.

Ma C ed E vanno guardate da vicino. Il loro margine è **condiviso**. C ha 4 giorni di margine totale ma margine libero zero: ogni ritardo su C spinge in avanti E. Se gli spazi sono pronti con 3 giorni di ritardo, E ci sta ancora, ma le resta un solo giorno. Il margine appartiene alla catena, non alla singola attività.

Le conseguenze pratiche:

- Se la scelta del fornitore slitta di 2 giorni, il trasloco slitta di 2 giorni.
- Se il cablaggio slitta di 3 giorni, non cambia nulla. Se slitta di 6, il trasloco slitta di 2, e C ed E entrano nel percorso critico.
- Aggiungere una persona alla preparazione degli spazi non accorcia affatto il progetto, perché C non è critica.

## Che cosa fare con il percorso critico

Conoscere il percorso critico dice dove concentrare l’attenzione.

1. **Seguire più da vicino le attività critiche.** Chiederne l’avanzamento a ogni aggiornamento, non solo alle milestone.
2. **Proteggere i loro responsabili.** Evitare di spostare persone da un’attività critica a una che ha margine.
3. **Tenere d’occhio le catene quasi critiche.** Una catena con uno o due giorni di margine può diventare critica dopo un piccolo slittamento.
4. **Accorciare il piano solo sul percorso critico.** Mettere attività in parallelo o aumentare l’impegno serve solo dove il margine è zero; altrove costa fatica e non fa risparmiare nulla. La guida al [recupero dei ritardi](https://planitude.app/it/blog/project-delay-recovery-fast-tracking-crashing) confronta fast-tracking e crashing.
5. **Confrontarsi con la baseline.** Uno slittamento su un’attività critica è un problema di data di fine; su un’attività con margine è un campanello d’allarme. La [guida a baseline e scostamenti](https://planitude.app/it/blog/project-baseline-variance-guide) spiega come leggere entrambi.

Checklist prima di fidarsi di un percorso critico:

- Ogni attività, tranne la prima e l’ultima, ha almeno un predecessore e un successore?
- Le durate sono in giorni lavorativi, sul calendario giusto, con le festività incluse?
- Ci sono date fisse o vincoli che scavalcano la logica?
- Le attività riepilogative sono libere da collegamenti che spetterebbero alle sottoattività?
- Qualcuno ha verificato che le persone sulle attività critiche non siano sovraccariche?

## I limiti del metodo

Il CPM è un’aritmetica precisa applicata a dati imprecisi. Nella pratica contano tre limiti.

**Le durate sono stime.** Il percorso critico usa un solo numero per attività, ma un’attività stimata in 5 giorni può richiederne 4 oppure 9. Una catena con 2 giorni di margine e attività molto incerte può essere più rischiosa del percorso critico ufficiale. Aiutano [stime di durata](https://planitude.app/it/blog/how-to-estimate-task-durations) ben fatte e la simulazione dell’incertezza.

**Le risorse sono considerate illimitate.** Se lo stesso sviluppatore lavora su due attività pianificate in parallelo, la rete dice che possono procedere entrambe, ma nella realtà una aspetta. Accanto al percorso critico va sempre guardato il carico di lavoro.

**I collegamenti mancanti creano margine fittizio.** Un’attività senza successore mostra molto margine solo perché nel piano nulla dipende da lei. Prima di fidarsi di un valore di margine, conviene verificare che la logica sia completa.

## Gli errori più comuni

- **Date manuali ovunque.** Attività con date inserite a mano o vincoli rigidi interrompono il calcolo: il margine perde significato.
- **Attività sospese.** Attività che non portano da nessuna parte fanno sembrare la rete più flessibile di quanto sia.
- **Considerare il margine come tempo libero personale.** Se ogni responsabile consuma il “suo” margine, un cuscinetto condiviso viene speso due volte.
- **Calcolare una volta sola.** Il percorso critico va ricalcolato dopo ogni aggiornamento, perché l’avanzamento lo modifica.
- **Confondere critico e importante.** Un’attività ad alto rischio con margine richiede comunque attenzione, solo non per la data di fine.

## Come farlo con Planitude

Nel [diagramma di Gantt](https://planitude.app/it/features#planning) il percorso critico si attiva quando serve: attività e collegamenti critici vengono evidenziati in rosso e per ogni attività è indicato il margine totale. Le dipendenze supportano i quattro tipi (FS, SS, FF e SF) con anticipo e ritardo in giorni lavorativi, e il calcolo tiene conto di vincoli come “inizia non prima del”, delle scadenze e delle attività pianificate manualmente. I calendari di progetto gestiscono settimane lavorative, festività ed eccezioni, così il margine si conta in giorni lavorativi reali.

Durante il [monitoraggio](https://planitude.app/it/features#tracking) la baseline si salva in automatico al primo aggiornamento di avanzamento (oppure con “Salva baseline”) e ogni attività mostra il proprio slittamento in giorni lavorativi. Quando un ritardo supera il margine disponibile e si propaga ad altre attività, i collegamenti coinvolti diventano rossi e, passandoci sopra con il mouse, si vede di quanto si sposta ogni attività.

Per andare oltre una sola data di fine, la [simulazione Monte Carlo](https://planitude.app/it/features#risk) usa le stime a tre punti per calcolare le date P50, P80 e P95, la probabilità di rispettare una scadenza e l’indice di criticità di ogni attività: quanto spesso finisce sul percorso critico negli scenari simulati. I piani importati da [file di Microsoft Project](https://planitude.app/it/features#import) conservano i collegamenti, quindi il loro percorso critico si può verificare subito.

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## Domande frequenti

### Un progetto può avere più di un percorso critico?

Sì. Quando due catene hanno la stessa durata complessiva sono entrambe critiche, e un ritardo su una qualsiasi delle due sposta la fine. Più percorsi critici in parallelo rendono il piano più fragile, perché aumentano i modi di arrivare in ritardo.

### Che differenza c’è tra margine totale e margine libero?

Il margine totale indica di quanto un’attività può slittare senza ritardare la fine del progetto. Il margine libero indica di quanto può slittare senza ritardare l’inizio al più presto del successore. Il margine libero non supera mai quello totale ed è spesso zero per le attività a metà di una catena.

### Il margine può essere negativo?

Sì, quando una scadenza o un vincolo impone una fine anteriore a quella consentita dalla logica. Il margine negativo misura quanti giorni lavorativi vanno recuperati per rispettare quella data.

### CPM e PERT sono la stessa cosa?

No. Il PERT usa tre stime per attività (ottimistica, più probabile, pessimistica) per descrivere l’incertezza delle durate, mentre il CPM lavora con una sola durata per attività. Gli strumenti moderni li combinano: il CPM per la logica, la simulazione per l’incertezza.

### Il percorso critico cambia durante il progetto?

Spesso. Ogni aggiornamento di avanzamento può accorciare o allungare le catene, quindi un’attività che la settimana scorsa aveva margine oggi può essere critica. Per questo il calcolo va ripetuto a ogni aggiornamento.

## Fonti

Le pagine ufficiali citate nell’articolo, consultate a ottobre 2026.

[^1]: [Kelley & Walker (1959): Critical-path planning and scheduling](https://doi.org/10.1145/1460299.1460318)
[^2]: [PMI Lexicon of Project Management Terms](https://www.pmi.org/standards/lexicon)

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